Evidence-Based Management: cos’è e a cosa ci serve

La scienza nelle decisioni quotidiane: agire in modo evidence-based

Immaginate di alzarvi al mattino per andare a lavoro. Prima di uscire da casa, dovete decidere quali abiti indossare. Prendete dunque il vostro smartphone e accedete all’app che vi tiene costantemente aggiornati sulle condizioni meteorologiche della giornata che vi accingete ad affrontare. Previste temperature glaciali e pioggia incessante? Tirate fuori dall’armadio il maglione di lana e l’impermeabile, e vi recate tristemente in ufficio. Previsto sole cocente su cielo limpido? Rinunciate, vostro malgrado, ad andare a lavoro, vi munite di costume da bagno, e andate a fare un tuffo al mare. Anche se ancora non lo sapete, quello che avete appena fatto è agire in maniera cosiddetta evidence-based.

Infatti, è probabilmente raro soffermarsi sul contenuto e sul significato di questa semplice sequenza di azioni che, per la maggior parte delle persone, a parte decidere di marinare il lavoro per la spiaggia, si verifica con cadenza giornaliera. Eppure, quello che di fatto avviene è, potremmo dire, un comportamento di consultazione di una determinata fonte di conoscenza scientifica finalizzato all’identificazione di criteri sulla base dei quali formulare una scelta o una decisione adeguata e conveniente.

…e le conseguenze negative del non farlo

Considerate quest’altra situazione ipotetica [esempio liberamente tradotto da Barends, Rousseau e Briner, 2014; n.d.a.]. Pagate una visita da un dietologo dopo avere preso un po’ di peso durante le ultime vacanze. Il dietologo vi consiglia di provare la dieta X. Si tratta di un trattamento alimentare molto costoso e impegnativo, ma la prospettiva di un corpo snello e sano vi motiva ad adottarlo. Dopo poche settimane, però, vi ritrovate con cinque chili in più e una serie di sgradevoli effetti collaterali. Facendo qualche ricerca online, scoprite allora che la maggioranza degli studi scientifici considera la dieta X quantomeno inefficace, se non addirittura pericolosa. Dinnanzi alle vostre preoccupazioni, il dietologo replica: “Perché dovrei prestare attenzione agli studi scientifici? Ho vent’anni di esperienza, io! Inoltre, la dieta è stata sviluppata da un famoso nutrizionista americano che ha venduto milioni di copie con il suo libro!”.

Tutto ciò suona spiacevole, no? Sarebbe dunque ideale disporre di uno strumento atto a prevenire fenomeni del genere, giusto? Sì, soprattutto se questi si verificano nell’ambito della vita lavorativa che, oggigiorno, caratterizza la maggior parte delle nostre esistenze.

Pochi purtroppo lo sanno, ma tale strumento esiste, e si chiama evidence-based management. Di cosa si tratta, e quali sono i modi in cui esso può essere utilizzato dai professionisti delle risorse umane per supportare manager e organizzazioni, sono questioni che costituiscono l’oggetto del presente articolo.

Evidence-based management: gestire sulla base delle evidenze scientifiche…

L’evidence-based management (EBMgt) è un approccio alla gestione del lavoro, delle organizzazioni e delle risorse umane fondato sull’utilizzo dei risultati della ricerca scientifica allo scopo di informare il decision-making manageriale. Secondo la definizione di Briner, Denyer e Rousseau (2009), “l’evidence-based management riguarda il fatto di prendere decisioni attraverso il coscienzioso, esplicito e giudizioso uso di quattro fonti di informazione: l’esperienza e il giudizio del professionista, le evidenze provenienti dal contesto locale, una valutazione critica delle migliori evidenze scientifiche disponibili, e le prospettive delle persone che potrebbero essere influenzate dalla decisione” (p. 19).

…per risolvere problemi pratici

Un esempio concreto aiuta a capire che è più facile a farsi che dirsi. Siete il capo di un’azienda o il responsabile del settore HR e volete creare un team composto da persone di differenti nazionalità. Queste, però, benché tecnicamente competenti, non lo sono altrettanto nelle relazioni con le persone di diversa cultura, poiché nessuno di loro ne ha esperienza precedente. Venite a sapere che un certo budget è disponibile per le attività di sviluppo del personale, e considerate di ingaggiare un consulente che progetti ed eroghi un corso di formazione sull’incremento delle capacità di lavoro all’interno di gruppi multiculturali. Voi, però, non siete davvero consapevoli che sia una soluzione efficace, ma vi sembra la più adatta alle contingenze. Investite dunque il denaro necessario ma, dopo il corso, la situazione non sembra migliorata, avete sprecato delle risorse e faticate a fare partire il lavoro.

Immaginate, d’altro canto, di potere avere accesso a quello che la scienza ha indagato e osservato in merito alla formazione per il lavoro in gruppi multiculturali. Immaginate di scoprire che gli studi di migliore qualità indicano di rivolgersi piuttosto verso soluzioni alternative o differenti forme di training. In questo caso, avete una maggiore consapevolezza dell’opzione su cui è meglio investire e massimizzate le probabilità di successo del vostro intervento.

Il ruolo dello psicologo evidence-based, un po’ scienziato e un po’ professionista

Ma quali sono le fonti di accesso alle evidenze scientifiche? E come si fa a raggiungerle, ma anche a comprenderne il significato? E cosa vuol dire distinguere tra studi di buona e cattiva qualità? Il Center for Evidence-Based Management (CEBMa) è una delle principali istituzioni che forniscono metodologie, strumenti, risorse, indicazioni e istruzioni  per la realizzazione dell’EBMgt. Tra questi, il cosiddetto Rapid Evidence Assessment (REA) è uno degli strumenti maggiormente utilizzati.

Certamente si capisce che spesso un manager non ha il tempo sufficiente a dedicarsi allo studio dei contributi di ricerca presenti in quella che gli addetti ai lavori chiamano letteratura scientifica. Quest’ultima, inoltre, è solitamente caratterizzata dall’impiego di un linguaggio estremamente tecnico, talvolta di difficile e lenta comprensione da parte di chi non possiede alcun background di tipo scientifico.

È qui che entra in gioco la specifica competenza professionale dello psicologo del lavoro e delle organizzazioni. È questa la figura che può spendersi in tale ambito attraverso l’offerta di servizi di consulenza evidence-based, così come già alcune società specializzate – The VIGOR Unit, ad esempio – stanno provando a fare. Così, lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni diventa allo stesso tempo un partner non solo HR, ma anche di ricerca e sviluppo per le aziende. In questo quadro si vede dunque realizzarsi quel scientist-practitioner model (Belar & Perry, 1992) che vuole la figura professionale dello psicologo come composta da una duplice anima, contemporaneamente ricercatore scientifico attento alla teoria e alle evidenze empiriche, tanto quanto manager dal polso pratico e concreto.

Perché abbiamo bisogno di una gestione evidence-based?

In conclusione, a che cosa ci serve l’evidence-based management? A migliorare la società, sarebbe la risposta definitiva. Infatti, basare gli interventi organizzativi su fondamenta scientifiche consente non solo di massimizzare le probabilità di successo e minimizzare le probabilità di fallimento a livello aziendale – leggasi prestazione globale, profitto, ritorno sull’investimento –, ma anche di evitare che gli stessi interventi, qualora non scientificamente ponderati, sortiscano degli effetti nocivi su lavoratori e dipendenti. L’evidence-based management, in ultima istanza, consente di realizzare una situazione win-win che dovrebbe essere lo scopo finale di qualsiasi azione di gestione delle risorse umane, un modello in cui benessere organizzativo e individuale convivono insieme, un modello in cui nessuno perde, ma tutti vincono.

Riferimenti bibliografici

Barends, E., Rousseau, D. M., & Briner, R. B. (2015). Evidence-based management: The basic principles. In E. Barends, In Search of Evidences: Empirical Findings and Professional Perspectives on Evidence-Based Management, pp. 201-218. Amsterdam: Center for Evidence-Based Management.

Belar, C., & Perry, N. W. (1992). National conference on scientist-practitioner education and training for the professional practice of psychology. American Psychologist, 47, 71-75.

Briner, R. B., Denyer, D., & Rousseau, D. (2009). Evidence-based management: Concept cleanup time? Academy of Management Perspectives, 23(4), 19-32.

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Profilo Autore

Davide Giusino
Dottore magistrale in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi, e titolare del Master on Work, Organizational and Personnel Psychology (WOP-P), interessato soprattutto alla ricerca scientifica in psicologia e alle sue applicazioni nel mondo del lavoro, delle organizzazioni e delle risorse umane.

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